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Liberty, l’arte dell’Italia moderna in mostra a Brescia

È un’Italia giovane e piena di speranza quella in cui si afferma lo stile Liberty, proiettata verso il Novecento e una dimensione internazionale. Associato a linee floreali e decorazioni leggiadre, in realtà esprime un’idea più ambiziosa: disegnare una nuova concezione della contemporaneità.


La mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, allestita a Brescia, Palazzo Martinengo, dal 24 gennaio al 15 giugno 2026, invita ad andare oltre le volute di ferro battuto e le forme sinuose, tra i dipinti, le sculture, gli oggetti d’arredo, il cinema, la fotografia, la moda e la comunicazione.


Dopo la mostra sui Macchiaioli del 2024 e sulla Belle Époque nel 2025, l’esposizione di quest’anno a Palazzo Martinengo prosegue con il linguaggio che ha caratterizzato un periodo storico cruciale per la storia italiana.


Locandina mostra "Liberty, l'arte dell'Italia moderna", Brescia, Palazzo Martinengo 2026
Locandina mostra "Liberty, l'arte dell'Italia moderna", Brescia, Palazzo Martinengo 2026

Liberty, l’origine del nome


In Italia lo chiamiamo “stile Liberty”, termine che si diffonde grazie al successo dei magazzini Liberty & Co. di Londra, fondati dall’imprenditore Arthur Lasenby Liberty, un nome coerente con l’intreccio tra arte, industria e mercato. I negozi che espongono tessuti e oggetti d’arredo legati al nuovo stile diventano subito popolari e il nome del marchio finisce per indicare l’intero movimento. L’arte diventa anche etichetta di lusso per la nascente società dei consumi.


Il progetto della vita moderna


Il Liberty non è solo decorazione ma progettazione di un contesto più ampio, coerente con l’idea dell’opera d’arte totale. Tutto parla la stessa lingua, dall’architettura agli arredi, dalle vetrate alla grafica.


Le ceramiche di Galileo Chini, con motivi stilizzati di pavoni, fiori e frutti, mostrano la trasformazione degli oggetti d’uso in capolavori.

I manifesti di Marcello Dudovich e Leopoldo Metlicovitz creano un immaginario nuovo per l’Italia che sta cambiando e portano l’arte nelle strade.


Gli abiti femminili, con busti stretti fino all’inverosimile, non si limitano ad abbellire il corpo, lo modellano secondo un preciso ideale estetico e diventano uno strumento di affermazione della nuova donna borghese. La vita stessa deve diventare arte.


Il cinema e la fotografia, nuovi protagonisti


Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento cambia il modo di guardare la realtà, cresce il peso delle immagini riprodotte, dei ritratti fotografici e del nuovo linguaggio cinematografico. In mostra sono presenti due sezioni del percorso espositivo dedicate a questi ambiti. In questo nuovo paesaggio visivo, la modernità ha un nome: Lida Borelli, icona suprema del cinema muto, con il suo corpo, i suoi abiti, i gesti teatrali, l’immagine pubblica, incarna la quintessenza del divismo del tempo. Le sue rappresentazioni, fissate ed elaborate da artisti come Cesare Tallone e Aroldo Bonzagni, esprimono un nuovo modello sofisticato di femminilità, un capolavoro in movimento, che influenza il gusto della modernità italiana del primo Novecento.


Opere e artisti


I curatori, Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, hanno portato a Brescia oltre cento capolavori. Le sezioni tematiche si sviluppano intorno a diversi temi: lo stile floreale, simbolismo e natura; l’opera d’arte totale e il salotto Liberty; intimismo domestico e vita borghese; la fotografia d’autore, il cinema, la nascita del divismo; le ceramiche di Galileo Chini; l’eleganza e la stravaganza della moda; l’arte del ritratto, non più elemento di status sociale ma introspezione psicologica.


Alcune opere rilevanti:


  • Giorgio Kienerk, “Trittico (Il dolore, Il silenzio, Il piacere)”

  • Leonardo Bistolfi, “Manifesto per la Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino”

  • Vittorio Matteo Corcos, “Ritratto della Marchesa Edit Dusmet”

  • Felice Casorati, “Persone”

  • Giovanni Battista Carpanetto, “Fiore di vita”

  • Galileo Chini, Vaso con motivo a coda di pavone

  • Alessandro Battaglia, “Mattino di Primavera”

  • Edoardo Rubino, “La danza”

  • il montaggio video dei film di Lida Borelli

  • gli abiti Liberty della collezione di Virginia Illa



Un sogno di pura bellezza


Lo stile Liberty è molto più di un repertorio di forme eleganti: fu il volto di un’Italia che cercava, tra contraddizioni e slanci, un progetto di vita contemporanea, fondato sulla bellezza. L’ultimo battito d’ali di un periodo febbrile, che si spezza con la prima guerra mondiale.



ITINERARIO


  • Visita alla mostra a Palazzo Martinengo, con lettura guidata delle opere e del contesto storico

  • Importante: la visita viene effettuata solo in abbinamento con un itinerario, da concordare, che prevede una visita nel centro storico di Brescia e include alcuni degli edifici Liberty presenti in città


Vuoi vedere il Liberty dal vivo, tra opere, architetture, dettagli e storie di inizio Novecento, con uno sguardo che unisce arte, storia e città?

Scrivimi su WhatsApp al 339 667 2031, grazie!


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