Primavera, riti di morte e rinascita


L’equinozio di primavera è un momento legato da sempre alla vita che rinasce dopo il sonno fertile dell’inverno. Non è un caso che la Pasqua, la resurrezione di Cristo, sia celebrata in concomitanza con l’inizio della primavera.

LO SPIRITO DEL MONTE

Tra le diverse ipotesi che possono contribuire a spiegare la presenza di centinaia di migliaia di incisioni rupestri in Valle Camonica, concentrate in particolare nell’area intorno a Capo di Ponte, c’è anche quella, suggestiva quanto fantasiosa, dello “Spirito del Monte”. Al sorgere del sole e se ci sono le condizioni atmosferiche giuste, il Pizzo Badile, una montagna che sovrasta la media Valle Camonica, proietta nel cielo una grande ombra. Accade in prossimità dell’equinozio di primavera, a volte anche in autunno. Il fenomeno era di certo noto agli antichi Camuni e potrebbe avere avuto un ruolo importante nella loro concezione magico-religiosa


IL DIO CHE MUORE E RISORGE

I miti e i momenti religiosi collegati alla primavera sono innumerevoli. Presso i Romani esisteva una divinità, Attis, di origine frigia, già venerato dai Greci, identificabile con il siriano Adone, entrato nel pantheon romano con le guerre puniche. Un giovane pastore nato da una vergine, Cibele, la madre degli dei, secondo alcune versioni del mito. Ambigua anche la sua fine: ucciso da un cinghiale, oppure per dissanguamento, perché si era evirato sotto un pino, dopo essere stato reso pazzo da Cibele in quanto aveva avuto un incontro carnale con la figlia del re di Pergamo.

Attis è un dio che muore e risorge: a lui erano dedicate alcune festività che si svolgevano tra il 15 e il 25 marzo, le Attideia: durante questi giorni era vietato cibarsi di carne di maiale, di pesce, melograne e mele cotogne, bere vino, praticare atti sessuali. Le Attideia terminavano con il “Giorno del sangue”, quando i sacerdoti eunuchi celebravano la deposizione del dio nella tomba, si flagellavano e si trafiggevano, irrorando l’altare con il proprio sangue. Dopo la cruenta veglia notturna, si attendeva l’alba e la resurrezione di Attis, si apriva il sepolcro per festeggiare la rinascita, la festa dell’allegrezza (Hilaria), come riporta James Frazer nel suo studio più noto, “Il ramo d’oro”. Il mondo viene ricreato dalla morte del dio ed esplode l’energia vitale della natura che si risveglia.

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