© 2015 - 2020

Daniela Rossi Saviore

P.IVA 03 209 170 988

 

Tel. +39 339 667 2031

 

GUIDA TURISTICA AUTORIZZATA

GIORNALISTA PROFESSIONISTA

 

Visite guidate - Guided tours

Valcamonica | Lago d'Iseo

Franciacorta | Lago di Garda

Brescia e provincia

Leggo, scrivo, racconto storie: guida turistica autorizzata e giornalista professionista freelance - vivo in Valcamonica, la Valle dei Segni, primo sito UNESCO d'Italia - lavoro un po' ovunque in Lombardia, tra montagne, laghi, borghi, città e in tutto ciò che per me ha un senso

Qualified tour guide, freelance journalist, I live in Valcamonica, first UNESCO site of Italy (prehistoric rock art). I mostly work in Lombardy, land of mountains, lakes, astonishing hamlets and cities and wherever it makes sense to me.

Una cometa a Foppe di Nadro



Sono ancora un mistero i possibili collegamenti tra l'astronomia e le incisioni rupestri della Valle Camonica. La Riserva di Ceto, Cimbergo e Paspardo è forse il luogo più interessante, tanto che una composizione nota come "la cometa", che si trova sulla roccia n.35 a Foppe di Nadro, è stata esaminata anche dalla ESA, l'Agenzia spaziale europea. La cometa di Nadro è formata da una grande coppella, una sorta di incavo scolpito nella roccia, seguita da altre 12 coppelle più piccole. La raffigurazione di questi corpi celesti nel passato è abbastanza frequente, proprio perché il passaggio di una cometa ha sempre colpito l'immaginario dei popoli: la si trova nell'Arazzo medievale di Bayeux (1066) e nell'Adorazione dei Magi di Giotto (1301) a Padova, nella Cappella degli Scrovegni; testimonianze dell'avvistamento sono riportate dagli antichi Greci, dagli Egizi e dai Babilonesi.

Datare con precisione la cometa di Nadro non è facile ma può essere collocata durante la tarda età del Ferro, prima della nascita di Cristo. Sempre nel parco della Riserva, è possibile vedere numerose altre rappresentazioni che richiamano stelle a cinque punte, che in alcuni casi arrivano fino a dodici, di diverse dimensioni. La roccia 19 di Campanine ne riporta 36; le più recenti sono state incise in età storica, forse con un significato di protezione contro le forze negative. Immagini simili compaiono anche tra le raffigurazioni del Monte Bego, in Francia, in Val d'Assa, presso Asiago, e in Austria (Kienbach e Bluntautal), dove sono conosciute con il nome di Drudenfüss, i piedi di strega, che tenevano lontani gli incubi.

#vallecamonica

50 visualizzazioni