10 ottime ragioni per una visita a Bienno

Bienno, in Valle Camonica, è uno dei borghi più belli d’Italia e bandiera arancione del Touring Club. Ma che cosa si nasconde dietro questi riconoscimenti così importanti? Dieci ottime ragioni per scoprirlo.


1. IL BORGO DEGLI ARTISTI


La comunità di Bienno ospita ogni anno artisti che provengono da tutto il mondo, grazie a un bando che garantisce la loro permanenza e chiede in cambio di lasciare una delle loro opere, ispirata alla cultura locale. Il paese è disseminato di sculture, installazioni, dipinti e molto altro e il numero delle opere di questo straordinario museo all’aperto cresce in continuazione. Visitare i laboratori degli artisti e vederli all’opera, sentirli parlare di come rendono concrete le loro idee più creative è un’esperienza da considerare.


2. IL CENTRO STORICO


Il centro storico medievale e rinascimentale di Bienno è tra i meglio conservati della zona: vicoli che si aprono su piazzette ariose, balconi fioriti, torri e portali, logge alla veneziana, palazzi signorili e cortili rurali pieni di poesia.



Il video di "Vita in viaggio" descrive molto bene le principali attrattive di Bienno e di molti altri luoghi degni d'interesse: vi invitiamo a visitarlo e a seguire il canale su YouTube.



3. LA FUCINA MUSEO


I maestri fabbri battono il ferro nelle fucine della Valle Camonica da cinquemila anni. Le incisioni rupestri, patrimonio Unesco, e i ritrovamenti archeologici di armi di rame, bronzo e ferro sono la prova di conoscenze metallurgiche avanzate fin dalla preistoria. La Fucina Museo di Bienno è un edificio storico dove è possibile assistere alla dimostrazione di forgiatura con gli ultimi “maihter”, mastri fabbri. Un concerto di suoni, ritmi, luci e ombre.


4. IL MULINO MUSEO


La ruota del mulino è il meccanismo alla base di tutti i sistemi produttivi precedenti la Rivoluzione industriale. L’acqua, che per secoli ha rappresentato l’unica fonte di energia per il movimento di magli, mulini, folli e segherie, incanta lungo il percorso del Vaso Re, un canale costruito dall’uomo per convogliare la forza motrice dal torrente Grigna fino al paese. Il Mulino Museo, impianto originale seicentesco, funziona ancora e ci mostra come i chicchi dei cereali si trasformino in farina polverosa e profumata, giusta per prepararci una buona polenta, dolci e pasta fresca.


5. ALTRI MUSEI


Il “Museo del campanaccio” è tra i più curiosi: si può capire quanta tecnica artigianale e quanta esperienza ci siano dentro un oggetto di metallo, la cui funzione è quella di cantare, di emettere un suono unico. Una vera e propria arte anche questa. Il “Museo naturalistico” invece, curato dal gruppo “Sezione Caccia e Pesca Bienno - Prestine”, espone centinaia di specie animali, autoctone e internazionali: insetti, mammiferi, rapaci, con diorami che ricostruiscono in modo fedele il loro ambiente.


6. L'ARTE


Persino le chiese di Bienno possono essere considerate dei musei: nella goticheggiante Santa Maria Annunciata ci sono gli affreschi di Girolamo Romanino e dei pittori del Rinascimento locale, tra cui il Maestro di Bienno e Giovan Pietro Da Cemmo. Nella parrocchiale barocca dei Santi Faustino e Giovita, oltre a tele e affreschi ci sono le cancellate realizzate dai fabbri quattrocento anni fa. San Pietro in Vincoli, ora sconsacrata, è in un punto panoramico è da vedere per le sue linee architettoniche essenziali e per il suo legame con la leggenda di Carlomagno. Tutto questo è un capito a sé, vi invito a esplorarlo con altri riferimenti che trovate nei post del blog.





7. IL BORGO DI PRESTINE


Non è facile, in Italia, andare oltre la mentalità del campanile: eppure questo piccolo paese ha capito che insieme si vince e nel 2015, unico caso in Valle Camonica, ha scelto di rinunciare all’autonomia come Comune e di unirsi a Bienno. Il gioiello è rappresentato dal Santuario della beata Vergine della Consolazione, con affreschi del Quattrocento e del Cinquecento. Vale una passeggiata nel centro storico e nei dintorni.


8. IL COLLE DELLA MADDALENA


Luogo magico che svetta sulla Valle, tanto da essere stato scelto, nel 1929, come sede ideale per la statua del Cristo Re, opera di Timo Bortolotti, un colosso rivestito di oro zecchino che saluta con un abbraccio simbolico chi arriva in Camunia. Indimenticabile il panorama a 360 gradi, dalle montagne del Nord alle piane verso il Lago d’Iseo. Nel Santuario della Maddalena e nella sala di Santa Marta ci sono interessanti opere d’arte sacra. Poco distante, l’Eremo dei Santi Pietro e Paolo, che la tradizione vuole fondato da Sant’Antonio di Padova.


9. LA COLLEZIONE D’ARTE DI PALAZZO SIMONI FÈ D’OSTIANI


È una struttura ottocentesca con nuclei più antichi che ospita la biblioteca e diverse opere d’arte: tra i pezzi più interessanti, il Compianto ligneo di Paolo Amatore (1628), la collezione donata da mons. Giovanni Battista Morandini, sale affrescate con temi biblici, storici e mitologici.


10. IL BOSCO DI QUERCUS


È come entrare in una fiaba ma vera. Lungo il sentiero che porta al Monte Cerreto, incontrerete gnomi, folletti, sentirete intorno a voi antiche presenze pagane. Continuate a salire fino a raggiungere Rocco, un gufo gigantesco realizzato con i materiali naturali dell’ambiente: legno, rami, pietra. La land-art come punto d’incontro tra cultura e natura, rispetto per l’ambiente e creatività.



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Daniela Rossi Saviore

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Leggo, scrivo, racconto storie: guida turistica autorizzata e giornalista professionista freelance - vivo in Valcamonica, la Valle dei Segni, primo sito UNESCO d'Italia - lavoro un po' ovunque in Lombardia, tra montagne, laghi, borghi, città e in tutto ciò che per me ha un senso

Qualified tour guide, freelance journalist, I live in Valcamonica, first UNESCO site of Italy (prehistoric rock art). I mostly work in Lombardy, land of mountains, lakes, astonishing hamlets and cities and wherever it makes sense to me.