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Daniela Rossi Saviore

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Leggo, scrivo, racconto storie: guida turistica autorizzata e giornalista professionista freelance - vivo in Valcamonica, la Valle dei Segni, primo sito UNESCO d'Italia - lavoro un po' ovunque in Lombardia, tra montagne, laghi, borghi, città e in tutto ciò che per me ha un senso

Qualified tour guide, freelance journalist, I live in Valcamonica, first UNESCO site of Italy (prehistoric rock art). I mostly work in Lombardy, land of mountains, lakes, astonishing hamlets and cities and wherever it makes sense to me.

Villa Ronchi a Breno, eleganza camuna

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Villa Ronchi è il palazzo in cui ha sede il municipio di Breno, dal 1946, dopo che la famiglia Ronchi, in seguito alle vicende politiche e storiche di quegli anni, la donò al Comune. E' una residenza signorile di ispirazione neoclassica, con accenni al nuovo gusto eclettico tipico degli anni tra il XIX e il XX secolo, progettata da Fortunato Canevali per l'ingegner Giovanni Antonio Ronchi, impresario edile, primo direttore della Banca di Valle Camonica: le sue iniziali, RGA, sono rappresentate nel fregio sopra l'ingresso.

L'esterno presenta linee eleganti, con materiali (pietra, granito, marmo, ferro battuto) che giocano sulle sfumature del grigio, in contrasto con i colori caldi delle pareti. La simmetria del corpo centrale, affiancato dai due laterali, più bassi, è esaltata dalla presenza di un ingresso con scalinate, sovrastato da un balcone a esso collegato da sottili colonne di ghisa.


Gli infissi di legno sono quelli originari. Nell'atrio d'ingresso, la tela con il Mosé salvato dalle acque (XVIII secolo) attribuita ad Andrea Celesti, donata al Comune di Breno da Cattina Ronchi. L'ampio scalone di marmo di Botticino, affiancato da una ringhiera di ferro battuto, porta ai piani superiori. Le stanze interne sono affrescate con motivi floreali, geometrici e paesaggi, gli stemmi di alcune città italiane, forse un omaggio alla recente unificazione nazionale del 1861, tutti di autore ignoto.

Il bergamasco Ponziano Loverini è l'autore degli affreschi del Salone della Musica: spiccano un'Allegoria della musica drammatica, del 1895, con una cetra in mano, circondata da putti musicanti; interessanti anche le raffigurazioni di alcuni musicisti (Verdi, Puccini, Bellini, Rossini, Ponchielli, Donizetti, Mascagni), e il caminetto di pietra, scolpito dallo stesso Canevali. Nella sala da pranzo, ora ufficio del sindaco, è rappresentata l'Allegoria del brindisi (1896), con stucchi di Canevali di ambientazione agreste. Il progetto del parco esterno è dell'architetto Vittorio Montiglio Taglierini.

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Villa Ronchi nel 1929

Allegoria della Musica

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