All’ombra dei cipressi

In questo podcast: intervista con Sara Zugni sul progetto necroturismo.it; la Settimana dei cimiteri europei; la Cripta dei Cappuccini a Roma e la chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli; i cimiteri più belli del mondo; “Dei sepolcri” di Ugo Foscolo, composto a Brescia mentre il poeta era ospite della contessa Marzia Martinengo.


Passeggiate all’ombra dei cipressi: il cimitero monumentale di una grande città o il piccolo camposanto di paese sono luoghi che molte persone amano visitare, leggere e comprendere. È un tema di cui è necessario parlare con grande rispetto ma che mostra anche come l’arte possa magnificare e portare fuori dal tempo tempo persino il momento più drammatico della nostra esistenza, quello della morte.


VISITARE I CIMITERI


Quando viaggio, dedico sempre un po’ di tempo per visitare i luoghi in cui le comunità si confrontano con il tema della morte, che sono davvero tanti: non solo cimiteri ma anche mausolei, cenotafi, le grandi lapidi di marmo con i nomi e le iscrizioni nelle chiese, i dipinti con le anime purganti o le raffigurazioni della danza macabra, fino ai monumenti alla memoria di persone che non ci sono più. È un interesse a più livelli: storico, antropologico o simbolico, soprattutto verso quei beni culturali che restituiscono un’immagine ben definita del modo in cui ci rapportiamo con l’aldilà, con le nostre paure più ancestrali e con l’idea stessa di vita. Questo modo di viaggiare ha un nome: tanatoturismo o necroturismo, da non confondere però con la tafofilia (l’interesse morboso e patologico per le tombe e i cimiteri) e nemmeno con un altro fenomeno molto discutibile, quello che riguarda i sopralluoghi in posti in cui è avvenuto un delitto.


Necroturismo.it è un sito di approfondimento dedicato ai cimiteri, un progetto di Sara Zugni (laurea in Conservazione dei Beni culturali, docente e accompagnatrice turistica, con specializzazione in Beni storico - artistici, presso l’Università di Bologna).


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ASCE, l’Associazione dei Cimiteri Significativi Europei, promuove ogni anno la Settimana per la scoperta dei Cimiteri Europei, che si tiene tra la fine di maggio e i primi di giugno. I cimiteri italiani associati sono undici: la Certosa di Bologna, lo Staglieno di Genova, il Cimitero di Trento, il Monumentale di Torino, il Cimitero della Villetta di Parma, il Monumentale di Milano, la Certosa di Ferrara, il Tempio crematorio Socrem di Torino, i Cimiteri di Bolzano, il Monumentale di Mantova e il Verano di Roma.


(Foto Unsplash.com)

I CIMITERI PIÙ INTERESSANTI


I cimiteri conservano la memoria collettiva e quindi possono avere anche una funzione storica perché ospitano le tombe di personaggi famosi, come il Cimitero degli Inglesi di Roma o il cimitero di Père Lachaise a Parigi, che conta tre milioni e mezzo di visitatori all’anno. Meritano una menzione la Cripta dei cappuccini in via Veneto a Roma, dove le ossa dei frati, una ad una, sono state onorate di una nuova forma, in decorazioni che a molti possono sembrare tetre ma che sono state concepite con l’intento di elevarle a nuova vita. A Napoli, la chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco raccoglie i teschi dei defunti, detti “le capuzzelle”, abbelliti, posti su cuscini ricamati e adottati dalla popolazione, che li venerava e curava per far ottenere qualche beneficio ai familiari defunti, con i quali dialogavano in sogno. Nei cimiteri, che sono anche luoghi di ricongiunzione con sé stessi, la visita o una passeggiata diventano un momento struggente di poesia, di sublimazione del dolore nella bellezza dell’arte.


All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? … Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l’amico estinto e l’estinto con noi … perché gli occhi dell’uom cercan morendo il Sole; e tutti l’ultimo sospiro mandano i petti alla fuggente luce. … finché il Sole risplenderà su le sciagure umane.

IL POETA E LA CONTESSA


All’ombra dé cipressi” è l’incipit del carme Dei sepolcri di Ugo Foscolo, che ben conosciamo dai tempi della scuola. Il poeta ha scritto questo componimento mentre si trovava a Brescia, tra l’estate e l’autunno del 1806, ospite della contessa Marzia Martinengo Provaglio a Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino, ancora oggi sede di mostre di grande richiamo in via Musei, nel centro storico della città, nei pressi del Capitolium.


Un’opera complessa, dedicata al letterato Ippolito Pindemonte e scritta dopo l’editto napoleonico di Saint Cloud, che prescriveva nuove disposizioni per la collocazione dei cimiteri e per le pratiche sepolcrali. L’editto tendeva a uniformare e a rendere più anonime le tombe: un cambio totale di cultura per un Paese, come l’Italia, in cui la tradizione di considerare le tombe come qualcosa di esclusivo ed eterno ha le radici secolari nei sarcofagi romani e nelle tombe etrusche, e forse ancora più indietro nel tempo. Si dice che Ugo Foscolo e la contessa Marzia fossero innamorati.


Omnia vincit amor, l’amore supera tutto, anche la morte.



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