Egidio Dabbeni e le cattedrali del lavoro


Egidio Dabbeni è una delle figure di riferimento dell'architettura bresciana, con un ricca produzione di disegni per ville residenziali, strutture industriali, case operaie, palazzi, chiese, dighe e monumenti.

Agli inizi del XX secolo la SEB, Società elettrica bresciana, commissiona all'ingegnere il progetto per la costruzione della ex centrale idroelettrica di Cedegolo, che ospita la sede del MusIL, il Museo dell'industria e del lavoro, un edificio composto da tre volumi compatti, alleggeriti da ampie vetrate: uno verticale, destinato alla trasformazione e distribuzione dell'energia elettrica, uno centrale, per la sala macchine, e un terzo corpo, adibito a magazzino. Lo stile è essenziale, in contrasto con il gusto eclettico dell'epoca e il decorativismo estetizzante che ritroviamo in altri edifici destinati al medesimo uso, per esempio nella centrale di Sonico.

Sono di Dabbeni anche la centrale idroelettrica di Bienno (1938 - 1942) e lo stabilimento "Carlo Tassara" a Breno (1920), il primo importante edificio industriale della Vallecamonica, realizzato in pietre di granito e calcestruzzo armato, una sorta di cattedrale del lavoro, affiancata da pregevoli edifici minori, che conservano in buona parte gli arredi e i serramenti originali.

Notevole il classicismo monumentale delle ex scuole elementari di Pisogne (1932), situato in viale Rimembranza, accanto alla stazione ferroviaria e all'area del centro commerciale. Si tratta di un grande edificio pubblico, concepito secondo un neoclassicismo austero e imponente, in linea con la retorica nazionalista degli anni Venti.

Tra le opere principali di Dabbeni, lo stadio di Bordeaux, primo esempio di struttura sportiva con tribune coperte; Palazzo Pisa, Casa Migliorati, Casa Capretti e gli Stabilimenti Franchi, l'opera Pavoniana e la chiesa dell'Immacolata a Brescia; lo stabilimento e Villa Beretta a Gardone Valtrompia, gli impianti Feltri e Dolomite a Marone.

Approfondimenti:

G. Azzoni, Nella modernità - Architetture del Novecento in Valle Camonica (1900 - 1965), Grafo 2014


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