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Daniela Rossi Saviore

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Leggo, scrivo, racconto storie: guida turistica autorizzata e giornalista professionista freelance - vivo in Valcamonica, la Valle dei Segni, primo sito UNESCO d'Italia - lavoro un po' ovunque in Lombardia, tra montagne, laghi, borghi, città e in tutto ciò che per me ha un senso

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Simonino da Trento, la cronaca e il culto



CERVENO - Il martirio di Simonino da Trento

Può un fatto di cronaca nera diventare oggetto di culto e prosperare per secoli? È il mattino di Pasqua del 1475, 26 marzo, a Trento: un bambino di poco più di due anni, Simone, figlio di un conciatore, scomparso la sera del Giovedì Santo, viene trovato morto in un fossato, il corpo straziato da mutilazioni e ferite.

L’episodio sconvolge la comunità. Attribuiscono l’omicidio agli ebrei che vivono nei pressi del luogo del ritrovamento. Trenta persone, tra cui un ragazzo di 15 anni e un vecchio di 90, appartenenti alle famiglie di Samuele e Angelo (definiti usurai) e del medico Tobia, finiscono sotto processo per ordine del principe vescovo, Giovanni Hinderbach. Dopo un mese di torture si confessano colpevoli: hanno ucciso Simonino durante un infanticidio rituale legato alla Pasqua e hanno mischiato il suo sangue con l’impasto per il pane azzimo. Quindici di loro sono condannati a morte, sul rogo; i beni, confiscati. La comunità ebraica viene cacciata da Trento.

IL CONTESTO STORICO

L’Impero di Bisanzio è caduto da una ventina d’anni. Si diffondono le prime bibbie e i primi testi e disegni stampati: una delle più potenti rivoluzioni mediatiche della Storia è appena cominciata. Attorno al culto di Simonino, nonostante il veto del papa Sisto IV, che lo proibì sotto pena di scomunica, fiorì una pubblicazione massiccia di testi e immagini, con un grande riscontro presso la popolazione cristiana anche grazie alle predicazioni dei Francescani, che contribuirono a diffonderlo in tutta Europa. Le notizie di miracoli si propagarono ovunque: luoghi di venerazione sorsero da Trento fino a Roma, dove erano conservati come reliquie i resti del bambino. Nel 1588 il suo nome fu iscritto nel Martiriologio romano e festeggiato il 24 marzo.

L’assassinio brutale avviene in un clima di aspre repressioni antisemite. Immediata l’associazione del fatto di Trento all’accusa di deicidio rivolta agli ebrei, fomentata anche dalle rappresentazioni dei drammi che raccontavano la Passione di Cristo, molto popolari soprattutto nei territori di periferia. Inoltre, i cristiani non potevano prestare denaro ricavandone interessi e il crescente potere economico della comunità ebraica era percepito come una minaccia.

SIMONINO NELL’ARTE

BIENNO - Simonino tra i Santi Faustino e Giovita, Antonio di Padova e Rocco

La raffigurazione del bimbo presenta un’iconografia molteplice: nel momento del martirio, sull’almemor (piattaforma rituale elevata presente nelle sinagoghe, più nota come bimah), nudo o vestito, oppure come ex-voto in quanto santo protettore, solo o accanto ad altri santi, umiliato o trionfante con in mano il vessillo di San Giorgio. A volte sono presenti personaggi fortemente caratterizzati da barbe appuntite e nasi aquilini, come avviene nella fisiognomica caricaturale degli ebrei, oltre alla rondella gialla sugli abiti, resa obbligatoria in provincia di Brescia con disposizioni emanate nel 1422, 1461 e 1476.

Attorno a lui spesso troviamo gli strumenti della tortura: tenaglie, coltelli, aghi, verghe, una ciotola per raccogliere il sangue, un bavaglio per soffocare le grida, i dadi da gioco simili a quelli dei centurioni che si disputano le vesti di Gesù. Il corpicino è piagato e sofferente, come quello del Cristus patiens descritto dalle immagini della predicazione francescana, così vicina al gusto nordico espressionista, tanto familiare nelle vallate alpine.

IN VALLE CAMONICA

Le rappresentazioni della vicenda di Simonino sono numerose; prevalgono gli affreschi, a partire dal XV secolo:

Bienno, chiesa di Santa Maria Annunciata

Esine, chiesa di Santa Maria Assunta

Pisogne, chiesa di Santa Maria in Silvis

Cerveno, chiesa di San Martino

Malegno, chiesa di Sant’Andrea

Gussago, Santa Maria Vecchia di Piedeldosso

Zurane di Provaglio d'Iseo, chiesa di San Bernardo

Pian Camuno, chiesa di Santa Maria della Rotonda

Vello di Marone, chiesa parrocchiale vecchia

Provaglio d'Iseo, San Pietro in Lamosa

Simonino non è più né santo, forse nemmeno lo è stato, né beato dal 1965; ancora oggi però è venerato nella tradizione popolare.

APPROFONDIMENTI

La ragione in soffitta - Simonino da Trento: leggenda, storia, strumentalizzazioni antiche e recenti - L’iconografia del santo in Valle Camonica, Sebino e Franciacorta (testo in pdf curato dall’Università popolare di Valle Camonica)


Ariel Toaff, Pasque di sangue: ebrei d'Europa e omicidi rituali, ed. Il mulino, Bologna 2008

Franco Cardini, Il caso Ariel Toaff: una riconsiderazione, ed. Medusa, Milano 2007

ITINERARI COLLEGATI

Bienno, il borgo degli artisti

Esine, Santa Maria Assunta

Cerveno, Santuario e oratorio della Madonna del Carmine

Foto in alto: Il martirio di Simonino - Cerveno, chiesa di San Martino a Cerveno

Foto in basso: Simonino con Madonna e San Giovita - Bienno, Santa Maria Annunciata (credits)

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