Arte sacra, la Madonna viva di Ponte di Legno



Le gote rosse, il volto dall’espressione assorta, con lo sguardo rivolto verso il basso e i pensieri rivolti forse al destino del figlio, che tiene in braccio con un gesto di protezione naturale, sfiorando la gamba del bimbo adagiato in grembo. È viva e concreta la Madonna rinascimentale scolpita nell’ancona che si trova a Ponte di Legno, nella chiesa della Santissima Trinità, attribuita alla scuola di Maffeo Olivieri, scultore e intagliatore rinascimentale bresciano attivo nel Nord Italia fino alla metà del Cinquecento e autore di opere lignee, di bronzo e di pietra, ispirate ai canoni della scuola veneta; suoi i candelabri di bronzo situati davanti alla Cappella del Sacramento nella chiesa di San Marco a Venezia.

VIVA, VERA, UNICA

La Madonna di Ponte di Legno è molto diversa dalle comuni raffigurazioni di Maria, di solito angeliche o regali: ha i tratti delle donne di montagna e indossa un abito modesto, caratterizzato dalla porpora di un corpetto che copre una camiciola bianca; sulle spalle una stola con frange, simile ai costumi locali diffusi tra le signore e le ragazze dei villaggi camuni. Solo il mantello dorato, appoggiato sulle ginocchia, sottolinea la sua appartenenza a un ambito più alto. Gesù bambino è sano e paffuto e l’immagine richiama fortuna e speranza, in un periodo in cui la mortalità infantile era molto alta. Il gesto della mano destra benedicente lo riporta nel mondo ultraterreno; l’altra mano tocca una mela rossa, simbolo di salvezza e redenzione.

IL TRONO DI GRAZIA


A rendere ancora più commovente la composizione è la presenza, sopra la Madonna, di Dio Padre che regge la croce del Figlio, sovrastata da una piccola colomba, secondo lo schema del Trono di Grazia, uno dei modi più diffusi di rappresentare il dogma della Trinità e la natura divina e umana di Cristo. A lato della Vergine Madre si trovano i santi martiri bresciani Faustino e Giovita, nei loro abiti militari romani, in alto ci sono San Pietro con le chiavi e San Rocco che mostra la piaga sulla coscia. La parte sommitale raffigura l’Annunciazione con l’arcangelo Gabriele.

SCULTURE D'ARTIFICIO

L’ancona, situata a metà della navata, nella terza cappella a sinistra della chiesa parrocchiale di Ponte di Legno, presenta un’architettura classica, disposta secondo linee essenziali, immersa in una luce blu e in dettagli d’oro naturale, in pieno contrasto con la scenografia barocca dell’altare maggiore, che invece è un tripudio di volute, di personaggi, di bagliori, un altro dei pezzi più interessanti della scultura lignea camuna, attribuito a Giovan Battista Zotti e alla scuola dei Ramus. Due opere che vale la pena di osservare con attenzione perché descrivono diversi momenti storici della comunità dalignese ed esprimono una devozione semplice e senza indugi.

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BIBLIOGRAFIA

Zallot V., Sculture d’artificio – Altari barocchi in legno dell’Alta Valle Camonica, Massetti Rodella Editori, 2013 Begni Redona P.V., Vezzoli G., Sculture lignee in Valle Camonica, Tipografia Camuna, Breno 1981

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