Il superbo Callisto Piazza di Borno


Durante una visita in Valle Camonica, il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha avuto parole di apprezzamento per i borghi, in particolare per gli affreschi di Romanino, Giovan Pietro Da Cemmo, Callisto Piazza e le sculture della Via Crucis di Cerveno. Ha anche definito "superbo" l'affresco di Callisto Piazza, conservato nell'Oratorio di Sant'Antonio a Borno.

La Sacra Conversazione raffigura la Madonna con Bambin e i santi Rocco, Antonio di Padova, Giovanni Battista e Martino. La raffinatezza dell'opera, che si esprime anche nei dettagli di sfondo, come le ruote del mulino, la coppia lungo la strada verso il lago o le imbarcazioni appena accennate, la rende uno degli esempi migliori di pittura rinascimentale in Valle Camonica. La Madonna è seduta su una roccia, in un trono naturalistico che ha pochi precedenti iconografici, fatto di pietra, di rami d'albero e reso nobile da un drappo colorato, così come si faceva con i re del mondo classico.

Il giovane Callisto Piazza si formò con i grandi maestri dell'arte veneta e lombarda e dipinse l'affresco intorno al 1528, in un momento in cui Borno aveva una notevole disponibilità di denaro, in seguito alla risoluzione del conflitto con gli Scalvini per il Monte Negrino. Come per il Romanino di Bienno, di Pisogne e di Breno, anche a Borno la Confraternita dei Disciplini ha avuto un ruolo determinante nella realizzazione di opere d'arte. La Cappella di Sant'Antonio si trova accanto alla chiesa e l'affresco di Callisto Piazza è solo uno dei tanti tesori e segreti che si trovano al suo interno.

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