La Stele Tadini di Canova a Lovere


La Stele Tadini è la storia di un’amicizia e di un fatto tragico. Nel 1799 Faustino, il giovane figlio del conte Luigi Tadini, perse la vita a causa di un crollo, durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Barboglio a Lovere. Sarà lo stesso Antonio Canova, il più grande scultore del Neoclassicismo, a proporre la realizzazione di una stele funebre per ricordare quel ragazzo che pochi anni prima, poco più che ventenne, aveva scritto il volumetto “Le sculture e pitture di Antonio Canova pubblicate fino a quest’anno 1795”, primo catalogo sistematico e prima attestazione critica della fama dell’artista.

L’opera arrivò a Lovere nel 1821. La Stele Tadini è forse l’ultima opera scolpita da Canova. Si trova all’ingresso dell’Accademia, nella cappella di famiglia dove ci sono anche le tombe del conte e della moglie, Libera Moronati. La figura della dolente di fronte all’urna di Faustino sublima la quintessenza del cordoglio. Il marmo candido riflette la luce naturale rivelando “una vera carne, cioè la bella natura”, come scrisse Antonio Canova a commento dei marmi del Partenone.

Nella piccola cappella c’è anche una riproduzione realizzata dal Museo Tattile “Anteros” di Bologna, per consentire anche ai ciechi la lettura dell’opera.

Bibliografia

M. Albertario (a cura di), Antonio Canova nelle collezioni dell'Accademia Tadini - con saggi ed edizione critica del carteggio canoviano conservato presso l'Accademia Tadini, Lovere, Editore, 2010

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